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Efficienza energetica: come monitorare i consumi ed evitare gli sprechi nelle aziende

Efficienza energetica: come monitorare i consumi ed evitare gli sprechi nelle aziende

L’efficienza energetica è una priorità per le aziende italiane, che pagano a caro prezzo l’energia elettrica: i costi sono tra i più elevati d’Europa, con le Pmi ancora più svantaggiate.

Per ridurre i consumi, occorre prima di tutto avere ben chiara la situazione da cui si parte e i relativi fabbisogni e poi sapere pianificare interventi adeguati e monitorare il tutto.

La tecnologia si rivela un alleato prezioso. Anche la Direttiva europea 2018/2002, che va a modificare la 2012/27 sull’efficienza energetica e che dovrà essere recepita entro il 25 giugno 2020, lo sottolinea, segnalando a riguardo che gli Stati membri e le parti obbligate “dovrebbero utilizzare tutti gli strumenti e le tecnologie disponibili per soddisfare i requisiti di risparmio energetico cumulativo nell’uso finale, anche mediante (…) audit energetici o sistemi di gestione equivalenti”.

Efficienza energetica: le procedure per il monitoraggio dei consumi nelle aziende

Punto di partenza del monitoraggio energetico è l’analisi dei consumi, valutando gli impianti sulla base del loro fabbisogno.

Il monitoraggio evidenzia il rendimento, gli sprechi, la gestione non ottimale delle risorse energetiche, le eventuali anomalie che accadono nell’uso. Tiene traccia di tutto, delle inefficienze, delle criticità e dell’andamento della richiesta di energia.

Per riuscire a fare tutto questo, il sistema di monitoraggio è pensato per essere connesso 24h, sette giorni su sette, e permettere di gestire da remoto qualsiasi intervento, oltre che verificare l’andamento.

Consente, inoltre di contare su report periodici e di fare valutazioni tecnico-economiche circa gli interventi necessari per fare efficienza energetica.

Le realtà produttive hanno necessità di ridurre i loro consumi. Ma, nel caso delle aziende energivore e delle grandi imprese, è un obbligo.

Esse, infatti, devono approntare obbligatoriamente una diagnosi energetica, come espresso dal Decreto Legislativo 102/2014.

Il sistema di monitoraggio energetico permette di assolvere a questo obbligo, che non si applica alle grandi imprese che hanno adottato Sistemi di Gestione dell’Energia (SGE) conformi EMAS e alle norme ISO 50001 o EN ISO 14001, a condizione che il sistema di gestione in questione includa un audit energetico conforme alla legge.

Lo SGE è strutturato sullo schema PDCA (Plan – Do – Check – Act), ovvero “pianifica”, “fai”, “controlla”, “metti in atto” la legge, ed è un’ottima base per comprendere quali sono le procedure di monitoraggio e a che cosa servono:

  • per pianificare serve, appunto, un piano energetico, il quale si fonda sulla determinazione della linea di base energetica iniziale, sugli indicatori di prestazione energetica, sugli obiettivi energetici strategici e operativi e sui piani di azione. Il consumo energetico delle diverse aree dell’azienda viene determinato con questa revisione
  • fare: è la fase in cui i miglioramenti sono mirati e attuati. Gli indicatori e gli obiettivi di rendimento energetico sono definiti sulla base dei risultati della valutazione energetica. In questo modo, si creano anche piani di azione con i quali si possono raggiungere gli obiettivi di miglioramento della prestazione energetica. Anche in questa fase vengono attuati piani di intervento mirati
  • controllare: una volta attuati, i piani e gli interventi devono essere continuamente verificati per comprendere se sono efficaci. In questa fase si procede al monitoraggio e alla misura dei processi fondamentali che sono significativi per la prestazione energetica. I risultati sono confrontati con gli obiettivi fissati all’inizio
  • attuare la legge: le misurazioni costanti sono suddivise in report, che costituiscono la base per ulteriori studi, per migliorare le prestazioni energetiche e i sistemi di gestione ambientale

Efficienza energetica: i vantaggi del monitoraggio dei consumi nelle aziende

Oltre a rispondere agli obblighi di legge, il monitoraggio energetico garantisce diversi vantaggi. Il primo, naturalmente, è il risparmio sui consumi e sulle relative spese.

Il D.Lgs 102/2014 chiarisce l’obiettivo nazionale in tema di efficienza energetica: entro il 2020 si punta a una riduzione di 20 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) dei consumi di energia primaria e finale.

Svolgere tale intervento è fondamentale per accedere al meccanismo dei Certificati bianchi e poter ottenere incentivi.

Gestire al meglio i consumi e ridurli permette anche di tagliare una quota significativa di emissioni di CO2 e altri gas clima alteranti, ottenendo un beneficio ambientale sensibile.

Il vantaggio di fare monitoraggio energetico è anche creare consapevolezza dell’uso efficiente dell’energia. Contare su un sistema ad hoc permette di avere sempre la possibilità di verificare gli andamenti, di prevenire guasti, essere informati sul processo aziendale.

Grazie all’Internet of Things e sempre più spesso alla Intelligenza Artificiale, è possibile svolgere manutenzione predittiva e preventiva. È possibile redigere business plan di nuovi investimenti e avere sempre un’idea chiara del ritorno degli investimenti.

Tra l’altro, per acquistare soluzioni di monitoraggio energetico è possibile contare sull’iper-ammortamento, strumento compreso nelle misure del Piano Nazionale Industria 4.0.

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Scritto da
Andrea Ballocchi