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Come IoT e AI spingono gli Smart Building

Scritto da
Gianluigi Torchiani
Come IoT e AI spingono gli Smart Building

Gli edifici in cui passiamo buona parte delle nostre vite lavorative e private sono fatti senz’altro delle costruzioni fisiche, caratterizzati cioè dalla presenza di aspetti decisamente materiali e tangibili. Come mura, porte, finestre, cavi, tubi, apparati di riscaldamento e condizionamento e quanto altro sia necessario per assicurare l’incolumità e il benessere degli occupanti. Elementi che, ovviamente, erano presenti tanto negli immobili del passato quanto lo sono in quelli del presente: la grande differenza dei tempi moderni è che le moderne tecnologie hanno reso possibile dotare gli edifici di uno strato immateriale e digitale, collocabile al di sopra della realtà materiale, rendendone possibile una gestione più ottimale, in particolare sotto il profilo dell’efficienza energetica. Tale strato immateriale è il prodotto dell’evoluzione della sensoristica e alla presenza di una connettività sempre più pervasiva, che possono consentire un efficace monitoraggio di tutti gli ambienti, operazioni e attività che si svolgono all’interno di essi, generando minuto dopo tonnellate di dati digitali che possono essere utilizzati per migliorare l’efficienza e la sostenibilità. In ambito domestico, in particolare, si parla di Smart Home: il riferimento è a tutti quei sistemi di domotica che sono in grado di regolare la temperatura, l’umidità o l’illuminazione delle abitazioni in base alle nostre abitudini, spesso direttamente via app o attraverso comandi vocali rivolti verso appositi speaker. Un mercato che ha raggiunto nel 2019 un valore di 530 milioni di euro, con un aumento del 40% rispetto al 2018, secondo gli Osservatori del Politecnico di Milano.

L’IoT per gli Smart Building

Quando la digitalizzazione si allarga da una singola abitazione all’intero complesso dell’edificio, si può utilizzare il termine Smart Building che, secondo la definizione dell’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, riguarda “edifici i cui impianti sono gestiti in maniera intelligente ed automatizzata, attraverso un’infrastruttura di supervisione e controllo, per ottimizzare il consumo energetico, il comfort e la sicurezza degli occupanti, garantendone l’integrazione con il sistema elettrico”. In uno Smart Building, infatti, telecamere e sensori sono praticamente installati ovunque, così da ricavare costantemente informazioni su temperatura, umidità, CO2 e altri parametri rilevanti per un edificio. Vero e proprio cuore tecnologico degli Smart building è l’IoT: la connessione alla rete dei dispostivi e degli apparati presenti negli edifici è ormai diventata l’elemento chiave per la building automation e per assicurare la disponibilità verso l’esterno dei dati prodotti.

Il crescente ruolo dell’intelligenza artificiale

Una seconda tecnologia che sta incontrando una crescente applicazione è, senza dubbio, l’intelligenza artificiale: gli algoritmi alla base dei software di AI possono essere infatti opportunamente addestrati per elaborare costantemente i dati che provengono dai sensori dislocati nelle varie parti dell’edificio. In particolare, questi programmi sono in grado di analizzare gli input ricevuti, ricavandone correlazioni difficilmente visibili all’occhio umano e, successivamente, suggerire o mettere in atto direttamente delle azioni per riportare gli apparati di un edificio a un funzionamento ottimale, aumentando così l’efficienza operativa e ottimizzando l’utilizzo delle risorse (elettricità, acqua, gas, ecc). Diventa possibile, ad esempio, comprendere se gli apparati di climatizzazione stiano funzionando correttamente, grazie alla puntuale individuazione delle anomalie. I software AI possono immediatamente in atto delle azioni di manutenzione correttive e proattive, capaci di prevenire gravi malfunzionamenti dell’apparecchiature. Tanto che, secondo un recente studio dell’IBM Institute for Business Value (IBV), il 76% dei Chief Operating Officer interpellati è convinto che l’aumento dell’automazione nella gestione delle strutture e degli asset avrà un impatto positivo sull’efficienza operativa. Da rilevare che, sempre più spesso, dietro gli Smart building c’è un sistema completo di ottimizzazione degli edifici, in grado di raccogliere tutti i dati monitorati dai singoli apparati, gestirli e mettere in atto quando necessario delle adeguate azioni di risposta. Il mercato degli Smart building, anche sulla spinta delle direttive europee e internazionali, sta progressivamente crescendo: secondo uno studio di Precedence Research, il giro d’affari può essere stimato in 49,28 miliardi di dollari nel 2019.

Key Energy: Smart building al centro

Oltre a favorire una maggiore efficienza delle singole aziende, è chiaro che una maggiore diffusione degli Smart Building, è una delle chiavi per rendere più sostenibile la crescente urbanizzazione del Pianeta: entro il 2030 il mondo dovrebbe avere 43 megalopoli, la maggior parte delle quali nelle regioni in via di sviluppo. Più a lungo termine, nei prossimi 30 anni le città sono destinate ad aggiungere ulteriori 2,5 miliardi di residenti, in stragrande maggioranza concentrati in Asia e Africa. Chiaramente questo processo epocale di trasformazione presuppone la costruzione di milioni di nuovi edifici in tutto il mondo che, per non pesare ulteriormente sui fragili equilibri ambientali planetari, dovranno essere costruiti in maniera intelligente e Smart. Applicando dunque soluzioni di domotica, AI e IoT in grado di limitare il consumo di energia e le emissioni di anidride carbonica, aumentando al contempo il comfort e l’efficienza per i residenti. Senza contare che una maggiore efficienza delle risorse potrà tradursi in bollette più basse per i proprietari, con l’opportunità di riutilizzare il risparmio conseguito verso l’assistenza sanitaria, l’istruzione e altri bisogni primari. Al tema dell’efficienza energetica negli edifici saranno dedicati diversi approfondimenti nel corso della edizione 2020 di Key Energy, lo speciale appuntamento in programma quest’anno in edizione completamente digitale dal 3 al 15 novembre 2020.

Scritto da
Gianluigi Torchiani