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Video, audio e luce integrati: come cambia la customer experience

Video, audio e luce integrati: come cambia la customer experience

Cover Xperience aprile

Traduzione dell’articolo “Better screen time”, scritto da Kirsten Nelson e pubblicato integralmente sulla rivista americana Xperience, organo ufficiale di AVIXA – Audiovisual and Integrated Experience Association, Associazione internazionale dell’industria audio-video.


 

Il tempo che trascorriamo davanti a schermi, monitor e display, è ormai parte integrante della nostra vita quotidiana. Al lavoro, a casa, nei momenti di relax e di svago, le immagini video, insieme ai suoni e alle luci, ci circondano, sono ovunque.

E questo sta dando vita a un fenomeno interessante: stanchi delle tante ore passate davanti a monitor statici, siamo alla ricerca di nuovi modi di interagire con l’ambiente fisico, di esperienze più “tattili” e “immersive” con quanto ci circonda.

Fenomeno – questo – riscontrabile soprattutto in ambito retail e dell’accoglienza alberghiera, dove l’interazione tra il cliente e lo spazio fisico è un aspetto peculiare, ma che ora è chiamata a offrire livelli più elevati di coinvolgimento.

In questi contesti, in particolare, si sta assistendo a un cambiamento del design interno e degli arredi, al punto che tecnologie video, audio, pannelli e display vengono utilizzati in modi nuovi, col fine di affinare la customer experience. Vediamo come.

Lo shopping diventa interattivo e digitale

Un esempio proviene dalla grande catena statunitense di distribuzione di articoli di lusso Neiman Marcus, che ha recentemente sperimentato l’ “acquisto interattivo”.

Qui, mentre visitano i vari reparti dei grandi magazzini della catena, i clienti vengono accolti da una nuova forma di vendita al dettaglio, finalizzata ad attirare la loro attenzione, a decifrare i loro gusti e interessi e, allo stesso tempo, a fornire loro informazioni puntuali sui prodotti esposti, ma in un modo diverso, coinvolgente.

Di che cosa si tratta, nel concreto? Di scaffali per l’esposizione di prodotti che incorporano un display tattile da 48 pollici, dal design elegante e raffinato, perfettamente integrato nello spazio vendita.

Questo scaffale-display, inedito strumento di vendita, nel momento in cui il cliente si avvicina e, ad esempio, prende in mano una scarpa per osservarla meglio, attraverso un sensore, proietta contenuti e informazioni utili. E questo spinge il cliente a saperne di più sul brand, sui dettagli del prodotto, sui colori disponibili, i prezzi e gli stili correlati.

l display interattivo è anche in grado di suggerire ulteriori accessori per completare il look. Insomma, è come navigare all’interno di un sito Web e cliccare sulle diverse icone che appaiono sullo schermo. Ma, con il vantaggio dell’esperienza tattile, con la possibilità di chiedere aiuto a un addetto alle vendite e, infine, di provare gli articoli. Il virtuale integrato al mondo fisico.

Sotto il profilo delle vendite, l’esperienza del retailer Neiman Marcus ha registrato risultati positivi: nei magazzini in cui sono stati testati gli scaffali-display interattivi, sono aumentate del 20% le vendite di borse, del 39% le vendite di scarpe da donna e del 45% le vendite di calzature da uomo.

Inoltre, rispetto a quelli tradizionali, i display interattivi hanno inciso positivamente anche sul grado di coinvolgimento da parte del cliente – il quale si è dimostrato più interessato e più curioso – e hanno portato  a un aumento del tempo di permanenza davanti agli scaffali.

L’esperienza sonora in ambito alberghiero

Un altro esempio di coinvolgimento più profondo del cliente è dato dalla catena alberghiera USA, ACE Hotel.

Considerata paradiso dei creativi sin dall’inaugurazione della sua prima sede a Seattle, nel 1999, ancora oggi mantiene intatta la sua reputazione di “stazione di rifornimento” per artisti in viaggio e per gli artisti del luogo.

Il motivo? L’atmosfera avvolgente creata dalla musica. Musica che è sempre stata parte delle radici di ACE, fin dal suo esordio, quando il primo albergo della catena riuniva band di musicisti, cantanti solisti e artisti in tournée. E, da allora, questa è rimasta la sua anima.

Nel corso del tempo, ACE ha poi declinato il proprio brand, dando vita a luoghi dalle tecnologie audio e video avanzate dedicati alla musica, tra cui il club Three Keys di New Orleans e il palazzo del cinema United Artists al centro di Los Angeles.

Ora noto come The Theatre at Ace Hotel, l’elegante sede da 1.600 posti con proiezione cinematografica ed evoluto sistema audio, è diventato una meta assidua per gli abitanti di Los Angeles.

Più recentemente, l’hotel ha lanciato anche il festival Double Vision nella sua sede di Chicago, estensione di due dei più grandi eventi annuali di musica dal vivo della città.

Ma la nota catena alberghiera fornisce anche supporto per la registrazione audio – fornendo strumenti quali microfoni, sintetizzatori e mixer – incoraggiando, così, gli artisti che vi transitano a sperimentare e a registrare nuovi lavori durante il loro soggiorno.

Intrattenimento immersivo attraverso suoni e immagini

Per il centenario della scoperta della tomba di Tutankhamon, gli oltre 150 reperti del faraone vissuto 3.300 anni fa, di cui sessanta, prima di questo evento, non hanno mai lasciato l’Egitto, sono esposti al pubblico in una mostra itinerante, inaugurata a Los Angeles nei mesi scorsi e ora in giro per il mondo.

Caratterizzata dagli ingredienti tipici di uno spettacolo teatrale, la mostra “King Tut: Treasures of the Golden Pharaoh” – curata dal Gruppo americano IMG – è stata oggetto di un attento studio, con l’obiettivo di offrire al pubblico un’esperienza tattile dei preziosi oggetti storici e, allo stesso tempo, di soddisfare il desiderio di intrattenimento immersivo, creando un ambiente coinvolgente attraverso audio, video e illuminazione ad hoc.

E “l’immersione” inizia con l’ingresso alla mostra, quando lo spettatore viene accolto da una presentazione video a 180 gradi, pensata per creare un effetto “etereo”, con storie di stelle e dei. Per ottenere questo risultato, è stato installato uno schermo curvo, largo 23 metri e alto 7 metri, posto in alto in modo che gli spettatori guardino in su, come verso un cielo notturno.

Ruolo fondamentale, poi, è affidato ai suoni, in grado di dare vita a un’esperienza emozionale unica, valorizzando – insieme alle immagini – gli spazi e oggetti.

Scritto da
Paola Cozzi