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Realtà virtuale: le applicazioni in medicina

Realtà virtuale: le applicazioni in medicina

La realtà virtuale è stata inserita da Gartner – leader mondiale nella ricerca e analisi in ambito ICT – tra i trend di questo 2019, stimando che, entro il 2022, il 70% delle aziende si doterà di tecnologie di realtà immersiva.

Ma di che cosa parliamo quando facciamo riferimento alla realtà virtuale? Di uno spazio tridimensionale elaborato al computer, di un ambiente simulato nel quale è possibile immergersi completamente e con il quale si può interagire come fosse reale.

In che modo? Attraverso dispositivi informatici come visori 3D, guanti, scarpe o auricolari che proiettano chi li indossa in un mondo realistico del tutto digitale.

In particolare, il visore 3D – chiamato anche visore VR oppure occhiali VR – è quel dispositivo a forma di casco o di occhiali che permette di vivere un’esperienza sensoriale all’interno della realtà virtuale immersiva: movimenti quali girare la testa, sollevarla verso l’alto o verso il basso e camminare, vengono tracciati dal visore che, in questo modo, adatterà la visuale e la prospettiva offrendo simulazioni realistiche dell’ambiente.

Realtà virtuale: gli ambiti di utilizzo

Attraverso la simulazione di qualsiasi tipo di contesto e di ambiente, la realtà virtuale è in grado di farci vivere, in prima persona, le esperienze più diverse.

Le app VR oggi in circolazione sono moltissime (oltre 2.000 solo sullo store iOS) e ci immergono in spazi, epoche e luoghi completamente simulati.

In quali ambiti viene utilizzata la realtà virtuale? Il primo in ordine di tempo è quello del gaming, con contenuti ludici multimediali per lo sviluppo di business nel campo dell’intrattenimento.

Dai videogiochi, si è poi passati al cinema, al turismo, al design, all’automotive. E oggi la realtà virtuale immersiva consente di visitare a distanza mostre e musei – ricostruendo in 3D interi siti archeologici – di visitare, prima di recarsi di persona, località turistiche elaborate al computer, provare capi di abbigliamento in camerini virtuali prima di acquistarli e, grazie a software di rendering 3D, costruire abitazioni virtuali per verificarne eventuali difetti progettuali.

Oggi, tuttavia, le applicazioni più interessanti riguardano l’ambito medico: qui la realtà virtuale viene utilizzata, ad esempio, in chirurgia, dove ha permesso di migliorare operazioni delicate come quelle alla colonna vertebrale e al midollo spinale; per la riabilitazione motoria e cognitiva; per disturbi dell’attenzione e della memoria e per i bambini autistici.

La realtà virtuale in ambito medico viene utilizzata anche per l’addestramento e la formazione di medici e studenti, oltre che per analizzare e testare nuove tecniche e terapie.

Realtà virtuale: le applicazioni in ospedale

Un primo esempio pratico di applicazione in ambito medico proviene dall’IRCCS Auxologico Italiano di Milano, dove è in via di sperimentazione un percorso terapeutico basato sulla realtà virtuale.

Si tratta, nel concreto, di una stanza virtuale in cui viene ricostruita una realtà vera, con tutte le sollecitazioni cognitive, la cui funzione è la riabilitazione nel post ictus, nelle fasi iniziali della demenza senile o la cura di malattie come il Parkinson: grazie alla realtà virtuale immersiva, è possibile, ad esempio, facilitare il ritorno a casa del paziente anziano, simulando situazioni di vita quotidiana in un ambiente controllato e privo di pericoli.

Presso l’ospedale pediatrico Cesare Arrigo di Alessandria, invece, sono state messe a punto applicazioni da utilizzare con visore 3D.

Qui, al bambino da sottoporre a un accertamento diagnostico o da tranquillizzare in caso di esame o di intervento, col fine di rilassarlo e distrarlo, viene fatto indossare un casco e fatto immergere in un colorato filmato.

Due per il momento le trame: un viaggio sotto il mare guidati da un pesciolino alla ricerca di monete e altri tesori oppure un’avventura in un ambiente innevato guidati da un pinguino.

Scritto da
Paola Cozzi