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Formazione professionale 4.0 con realtà virtuale e realtà aumentata

Formazione professionale 4.0 con realtà virtuale e realtà aumentata

Fare formazione professionale in modo innovativo e più coinvolgente è possibile grazie alla realtà virtuale e alla realtà aumentata.

Virtual Reality e Augmented Reality possono fornire una risposta concreta al bisogno che c’è nel mondo del lavoro di formazione, fondamentale per migliorare le competenze e per aumentare la sicurezza. La mancanza di formazione è ritenuta la seconda principale causa di infortuni sul lavoro, evidenzia l’Inail.

Le potenzialità di crescita del settore sono enormi: la spesa globale per la formazione mediante realtà virtuale e aumentata raggiungerà gli 8,5 miliardi di dollari entro il 2023, prevede IDC.

Formazione professionale con la realtà virtuale

La realtà virtuale è una simulazione della realtà possibile grazie all’informatica. La persona può esplorare un ambiente virtuale e può interagire per mezzo di specifici dispositivi: visore 3D, cuffie e altre soluzioni dedicate. A differenza della augmented reality che appunto “aumenta” la percezione del mondo con una serie di contenuti digitali, la realtà virtuale isola l’utente dall’ambiente esterno trasportandolo in una realtà parallela. Per questo si parla di realtà virtuale immersiva in quanto ci si “immerge” in un ambiente di apprendimento attivo a 360 gradi, sperimentando immagini e suoni che dissolvono la barriera tra virtuale e reale. Utilizzando gli strumenti, gli allievi guardano, parlano e si muovono liberamente in un ambiente virtuale 3D, interagendo con strumenti, macchinari e altri allievi e istruttori reali simulati. La realtà virtuale è ideale soprattutto nei casi in cui si devono simulare situazioni complesse o critiche come il lavoro in contesti pericolosi e diventano molto più pratici, economici e sicuri in una simulazione immersiva.

Le aziende che utilizzano la tecnologia VR al posto dei metodi tradizionali per insegnare ai dipendenti stanno scoprendo che i loro dipendenti imparano più velocemente e conservano più informazioni dopo la formazione.

A proposito di corsi di formazione professionale con la virtual reality è da segnalare il caso di Wallmart, la più grande catena di Gdo al mondo: ha lanciato il programma di “virtual training” in tutti gli Stati Uniti. L’entità dell’impegno si è tradotto in 17mila cuffie Oculus Go (visore per la realtà virtuale) presso i negozi mediante cui i dipendenti hanno avuto accesso alla stessa formazione dei propri manager e responsabili di reparto, ha fatto sapere la stessa società. Il programma di formazione è utile per imparare a utilizzare le tecnologie innovative e i nuovi servizi ancora prima che arrivino negli store.

A proposito dell’uso della virtual reality per la sicurezza sul lavoro possiamo citare invece l’esempio di Tyson Foods, colosso USA del settore alimentare, che ha sperimentato il suo impiego nella formazione sulla sicurezza e sulla consapevolezza dei rischi. L’obiettivo era ridurre gli infortuni del 15%; Tyson ha registrato una riduzione superiore al 20% di infortuni e malattie rispetto all’anno precedente.

Formazione professionale con la realtà aumentata

Se la realtà virtuale è un ambiente interamente digitale, la realtà aumentata mescola il mondo reale con informazioni digitali avanzate. Con l’augmented reality, gli utenti interagiscono con l’ambiente reale attraverso un display mobile (smartphone, pc, tablet ecc.), che mostra, una volta inquadrato, il mondo fisico “aumentato”, ovvero arricchito con determinate informazioni visive. Fare training AR permette agli utenti di apprendere e mettere in pratica quanto già si sa o quanto si vuole comprendere meglio e mettere in pratica in ambienti realistici.

Gli esempi delle opportunità sono diversi: pensiamo a un chirurgo che può mettere in pratica conoscenze nuove di un particolare tipo di intervento senza avere pressioni di un’operazione vera con tutti i rischi che comporta; oppure un operaio che può ricevere istruzioni su come utilizzare un macchinario nuovo e complesso.

La formazione in AR può portare nuova linfa a metodologie di apprendimento già consolidate, rendendole molto più coinvolgenti.

Permette a chi è nuovo in un ambiente lavorativo di formare le proprie competenze senza alcun rischio. Dà la possibilità di mescolare il mondo reale con elementi virtuali, rendendo la formazione più efficace introducendolo più facilmente alla propria mansione.

Consente di risparmiare, rendendo i partecipanti più qualificati prima dell’inizio del vero lavoro e riducendo le spese di formazione generale e, inoltre, può essere applicato a diversi campi e livelli di apprendimento. Pensiamo all’utilizzo nel caso di manutenzione guidata oppure a corsi di formazione sulla sicurezza, immaginando per esempio come affrontare il pericolo di incendio.

Anche a proposito di applicazioni di realtà aumentata, gli esempi non mancano. Nel settore aerospaziale, gli ingegneri della Lockheed Martin utilizzano dispositivi AR per assemblare più velocemente capsule spaziali della NASA, potendo visualizzare modelli virtuali di parti sovrapposte su parti assemblate reali, riducendo così il tempo per comprendere e prepararsi a nuove attività.

Formazione professionale con realtà virtuale e aumentata: opportunità 4.0

La formazione in Italia con realtà virtuale e aumentata non solo è possibile farla, ma è anche incentivata. Entrambe le tecnologie compaiono, infatti, tra le voci del Credito di Formazione 4.0. Si tratta di un’iniziativa del Ministero dello Sviluppo economico riguardante gli investimenti delle imprese nella formazione del personale nelle materie riguardanti le tecnologie comprese nel processo di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese previsto dal “Piano Nazionale Impresa 4.0”.

È un credito d’imposta del 40% delle spese relative al personale dipendente impegnato nelle attività di formazione ammissibili,

“limitatamente al costo aziendale riferito alle ore o alle giornate di formazione, sostenute nel periodo d’imposta agevolabile e nel limite massimo di 300.000 euro per ciascun beneficiario, pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali”

Le attività di formazione concernenti sistemi di visualizzazione, realtà virtuale e aumentata rientrano tra le attività ammissibili al credito d’imposta.

Come indicato nel disegno di legge di Bilancio 2020, ora al vaglio del Senato, il credito d’imposta sarà prorogato anche il prossimo anno.

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Scritto da
Andrea Ballocchi