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Videocamere con riconoscimento facciale

Videocamere con riconoscimento facciale

Face Detection 2.0

Il riconoscimento dei volti è un tema da tempo diffuso nel mondo della videosorveglianza. Durante l’ultimo anno, però, la tecnologia ha permesso notevoli progressi e da semplici soluzioni di rilevamento – che necessitavano di grosse capacità computazionali e di server molto performanti – si è passati a quello che oggi viene chiamato Face Detection 2.0, realizzato grazie a videocamere con riconoscimento facciale.

Questo grazie all’Intelligenza Artificiale e alle nuove tecniche di elaborazione delle informazioni biometriche, che hanno contribuito a portare questa tecnologia ad un livello molto più fruibile.

Come funziona il riconoscimento facciale?

La rilevazione facciale oggi ha raggiunto livelli molto elevati. Le ultime tecnologie hanno infatti permesso di passare da quello che era un sistema a rilevazione statica – che richiedeva di particolari condizioni di illuminazione e che il soggetto stesse fermo, guardando in un punto preciso – ad una rilevazione dinamica.

Seguendo alcune semplici regole di installazione e grazie all’estrema qualità dei nuovi sensori disponibili, gli algoritmi sono ora in grado di identificare un volto e di elaborare le informazioni anche se il soggetto è in movimento.

Gli algoritmi evidenziano e identificano i parametri biometrici di un volto (come ad esempio la posizione degli occhi o il posizionamento di occhi, naso e bocca …) per poi rielaborarli all’interno di un database.

La tecnologia ha permesso di semplificare anche l’architettura di sistema necessaria alla gestione di un impianto con queste caratteristiche. Da una configurazione classica, dove una o più telecamere erano collegate ad un costoso server di gestione, l’intelligenza si è spostata “On the Edge”, ovvero direttamente sulla telecamera, dove risiedono gli algoritmi di Intelligenza Artificiale in grado di elaborare le immagini e di trasferire al server di gestione (e non più di elaborazione) il video ed i metadati raccolti.

Per avere ottimi risultati è necessario osservare alcune regole in fase di progettazione ed installazione. Sono infatti necessari prodotti specifici, e le inquadrature devono osservare alcune basilari regole. Ovviamente non è possibile rilevare volti di persone che girano la testa in direzione opposta alla telecamera e occorre garantire una certa densità di pixel” – ci ha spiegato Simone Santambrogio, CTO & PM di S&A.

Applicazioni della Face Detection 2.0 e delle videocamere con riconoscimento facciale

Le applicazioni grazie alla Face Detection 2.0 sono davvero numerose È possibile utilizzare questa tecnologia per abilitare automaticamente un accesso Free Hands o Free Access, senza necessità quindi di perdere tempo davanti ad un’apparecchiatura. Pensiamo ad esempio alla gestione del controllo delle presenze: l’utente non deve più timbrare il cartellino o estrarre il badge, ma viene riconosciuto direttamente tramite il volto.

Altre applicazioni interessanti della videosorveglianza con riconoscimento facciale sono quelle in ambito Smart Retail. Negozi, hotel, banche e tutte quelle attività aperte al pubblico che hanno necessità di identificare un cliente VIP per poterlo servire al meglio (Real Time Greeting). È possibile inoltre estrapolare statistiche grafiche relative all’affluenza delle persone in determinati giorni/orari al fine di regolare la gestione del personale o predisporre campagne di marketing mirate.

Grazie al Face Check-in si possono invece gestire le sale meeting e registrare l’arrivo di un ospite inquadrando semplicemente l’ingresso all’area interessata.

Chiaramente la tecnologia permette anche controlli più evoluti. Ad esempio, una volta impostato il grado di somiglianza, è possibile passare dalla Face Detection alla Face Recognition/Comparison. In questo modo, confrontando il volto rilevato con un database interno è possibile permettere l’accesso automatico ad un’area, allarmare in caso di ingresso di individui non desiderati oppure ricercare a posteriori tra i volti già memorizzati. È possibile addirittura incrociare questi dati con gli orari di rilevazione sulle varie telecamere per poi mostrare su una mappa il percorso effettuato dalla persona interessata”– ha aggiunto Simone Santambrogio di S&A.

La rilevazione facciale quindi può semplificare la vita e dare accesso a servizi finora impensabili e sicuramente prenderà sempre più piede e sarà sempre più utilizzata. Come ogni applicazione di questo tipo, però, occorre ricordare che ci sono delle regole per la privacy che vanno rispettate e, in particolare, il GDPR – nuovo regolamento Europeo in tema di dati sensibili (di cui abbiamo trattato nell’articolo:  Videosorveglianza e GDPR: obblighi e adempimenti).

Scritto da
Redazione