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Smart building, gli edifici diventano intelligenti

Smart building, gli edifici diventano intelligenti

Abituiamoci a pensare agli smart building in modo ancora più evoluto, come edifici intelligenti o cognitivi. Perché «tutto ciò che riguarda il mondo dei sensori, delle reti, dei dati in tempo reale ci permette di trasformare l’edificio in un complesso molto simile a un organismo vivente», afferma Carlo Ratti. L’architetto e ingegnere italiano dirige il Senseable City Lab, iniziativa di ricerca del Massachusetts Institute of Technology (MIT) nata per anticipare e studiare i cambiamenti, l’evoluzione data dagli strati di reti e informazioni digitali che ricoprono lo spazio urbano e che grazie a essi stanno facendo emergere nuovi approcci allo studio dell’ambiente costruito.

In questo insieme di cui fanno parte smart home, smart building, smart city il trait d’union è Internet, che «entra nello spazio fisico e si sta sviluppando a diverse scale di grandezza, dall’unità immobiliare, all’edificio, fino ad arrivare al quartiere alla città», spiega il direttore del Senseable City Lab nel cui sito web si legge:

“Il modo in cui descriviamo e comprendiamo le città si sta trasformando radicalmente, così come gli strumenti che usiamo per progettarle”.

Edifici intelligenti e Smart Building: intervista a Carlo Ratti, direttore del Senseable City Lab

Abbiamo incontrato l’architetto Ratti a Milano e con lui analizziamo quali siano i trend in atto che coinvolgono gli smart building e gli edifici intelligenti, e che motivano e spiegano l’evoluzione in atto nelle nostre città.

Architetto Ratti, a proposito di smart spaces e ancor più di edifici intelligenti, lei ha lavorato al progetto dell’edificio sede della Fondazione Agnelli, primo building al mondo in grado di ottimizzarsi da solo. Quanto aiuta la tecnologia nell’evoluzione della concezione tradizionale dell’edificio?

La tecnologia fa sì che gli edifici intelligenti acquisiscano la capacità di sentire, di comprendere quello che avviene intorno e di offrire risposte. Tutto quello che riguarda il mondo dei sensori, delle reti, dei dati in tempo reale ci permette di trasformare l’edificio in un complesso molto simile a un organismo vivente. A casa non uso più gli interruttori, ma mi avvalgo di un assistente virtuale per smart speaker che agisce mediante il controllo vocale. Questo è un esempio di una tendenza molto più profonda che vede l’abitazione, l’edificio e la città sempre più in grado di comprendere e rispondere.

Carlo Ratti
Carlo Ratti, architetto e ingnegnere (cortesia: Icon Design Talks)

A livello invece d’integrazione tecnologica, quali sono le tendenze più interessanti per rendere più umani gli spazi, gli edifici in cui viviamo?

Occorre non focalizzarsi unicamente sulla tecnologia, perché i progetti che si basano solo su di essa spesso falliscono; va usata come un mezzo per arrivare a un’architettura cognitiva, più sensibile.

Per quanto riguarda il rapporto tra smart building, smart spaces e smart city, come è possibile concepire un edificio collegato a una città, creando un tessuto urbano più omogeneo?

Bisogna guardare al fenomeno di Internet che entra nello spazio fisico e che si sta sviluppando su diverse scale di grandezza, dall’unità immobiliare, all’edificio, fino ad arrivare al quartiere alla città. Solo i nomi cambiano: smart home, smart building, smart city. Più che smart, preferisco utilizzare il termine senseable (sensato, ragionevole). Ma alla base c’è appunto Internet, inteso come Internet of Things, ma anche Internet dello spazio fisico.

L’Intelligenza Artificiale è una delle innovazioni tecnologiche che stanno prendendo maggiormente piede. Secondo lei, che ruolo avrà nel creare città più sostenibili e intelligenti?

Nel momento in cui abbiamo monitorato un ambiente e l’abbiamo trasformato in dati, a quel punto entra in gioco l’Artificial Intelligence. Dati e AI costituiscono il collante che tiene insieme tutti i processi di cui abbiamo parlato. Così come accade con gli smart speaker, ossia con device in grado di riconoscere il comando vocale e reagire di conseguenza, attivando un servizio, nello stesso modo vi sono migliaia di risposte simili che partono da un sensore, raccolgono i dati e impiegano l’Intelligenza Artificiale per capire cosa fare. Questo fattore d’intelligenza, oggi magari non ancora così sofisticato, nel prossimo futuro ci permetterà di dare una nuova vita all’architettura, passando dal concetto di smart building a quello di edificio intelligente.

 

Scritto da
Andrea Ballocchi