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La realtà aumentata che assiste i pazienti oncologici

La realtà aumentata che assiste i pazienti oncologici

Si chiama Visio Medic ed è la prima app in realtà aumentata che assiste i pazienti con tumore al pancreas. Realizzata per la Fondazione Poliambulanza di Brescia, con il contributo della casa farmaceutica Takeda, l’app è scaricabile gratuitamente da Apple Store per i dispositivi iOS e da Google Play per gli utenti di Android, ed è accessibile ai pazienti tramite username e password.

 “Per la prima volta in Italia mettiamo a disposizione questa applicazione che rientra nel processo di digitalizzazione del percorso di cura e rivoluziona il rapporto fra paziente e struttura ospedaliera che Poliambulanza sviluppa da diversi anni in una logica Smart Hospital

– spiega il dottor Alessandro Signorini, direttore generale di Poliambulanza.

Un supporto completo a disposizione dei pazienti

Oggi, al momento del ricovero in ospedale, i pazienti con tumore al pancreas che devono subire un intervento solitamente ricevono un foglietto illustrativo che li informa sull’operazione e sulle procedure cui devono attenersi. Una brochure scritta in lessico “medichese” e con un carattere piccolo che non invoglia sicuramente alla lettura. E infatti, normalmente i pazienti archiviano il foglietto illustrativo e si rivolgono al proprio dottore per ricevere le informazioni di cui hanno bisogno. Il problema è che il medico non può essere a disposizione ventiquattrore su ventiquattro ed è possibile, soprattutto fuori dal contesto ospedaliero, che sorgano dubbi su cose che nella brochure non ci sono, o sono scritte in un linguaggio troppo difficile.

Visio Medic nasce pertanto per venire incontro in modo concreto ai dubbi e alle paure dei malati di tumore al pancreas, proponendo consigli pratici e spiegazioni comprensibili da tutti. Uno strumento che non sostituisce il medico ma integra le sue informazioni.

Nell’App è presente anche Arianna, un’assistente virtuale sotto forma di avatar umanoide con un lessico e un modo di parlare molto quotidiano e colloquiale, che guida e rassicura i pazienti, e che in qualunque momento può venir interrogata per informazioni specifiche e approfondimenti.

Muovendo lo smartphone o il tablet sopra una brochure fornita dall’ospedale partono in automatico una serie di video esplicativi, ed è possibile accedere a informazioni relative a tutto l’iter cui stanno andando incontro i malati: dai dettagli più pratici agli approfondimenti più complessi.

I principali vantaggi dell’applicazione che sfrutta la realtà aumentata

Supporto completo: l’app è concepita per affiancare e tranquillizzare il paziente oncologico e la sua famiglia in maniera più empatica rispetto a quanto potrebbe fare un foglietto illustrativo. Inoltre, grazie all’utilizzo di un linguaggio semplice e chiaro, il malato è più disposto ad ascoltare e sicuramente capirà meglio cosa deve fare.

Informazioni approfondite: l’APP sfrutta la realtà aumentata per accompagnare virtualmente il paziente attraverso tutte le fasi dell’intervento, fornendo informazioni sulla preparazione, sulla struttura ospedaliera, sull’operazione e sulla gestione della vita quotidiana dopo la dimissione (ad esempio con indicazioni sulla dieta raccomandata, etc). Grazie all’app il malato riceve le informazioni che gli servono nel momento in cui gli servono, dato che i materiali sono tutti consultabili anche singolarmente.

Riduzione del fenomeno dell’autodiagnosi: da quando l’App è online nessuno dei pazienti si è auto-informato (dopo 6 mesi di utilizzo dell’app è infatti emerso che su 26 interventi nessuno dei pazienti – cosa mai successa prima! – si era rivolto al dottor Google). Il fatto che nessun paziente abbia “Googlato” in autonomia alla ricerca di informazioni sulla patologia e su che cosa fare significa che evidentemente le indicazioni ricevute tramite l’App erano coerenti, validate, comprensibili e sufficienti per soddisfare le esigenze di informazione. Un grande successo per i medici (e per i pazienti oncologici stessi) dato che le informazioni online sono destrutturate, non validate e spesso in contrasto tra loro.

Scritto da
Redazione