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Dalla blockchain un aiuto a energia e smart city

Dalla blockchain un aiuto a energia e smart city

L’Unione Europea guarda con favore alla blockchain: è convinta che la digital innovation possa far bene a cittadini, imprese, ma anche allo sviluppo delle smart city. In questo senso, la blockchain potrà legarsi a Internet of Things e a Intelligenza artificiale, per migliorare i processi degli spazi urbani e della qualità di vita delle persone.

L’UE sta lavorando a creare le basi perché la blockchain possa avere uno sviluppo coordinato ed efficace, anche a miglioramento delle città intelligenti. Per questo servono regole chiare. Lo ha spiegato Massimiliano Dragoni, senior policy officer della Commissione Europea, membro della EU Blockchain Observatory, in occasione della presentazione dei dati dell’Osservatorio Blockchain & Distributed ledger.

L’impatto sociale ed economico della blockchain sulle smart city

«L’UE intende mettere in rilievo uno dei pilastri fondamentali della blockchain: il concetto di fiducia in tutte le transazioni. Questo nuovo modello permette di fare un salto di paradigma alle supply chain di vari settori». Per questo sta conducendo attraverso la European Blockchain Observatory and Forum uno studio sul potenziale impatto sociale ed economico che avrà la “catena di blocchi” sulle smart city. Intende capire che effetti avrà sulla cittadinanza, ma anche a livello occupazionale.

Il legame con Internet of Things…

Lo stesso esponente della Commissione UE ha evidenziato come l’Europa conti su una comunità molto attiva di startup che stanno operando in ambito blockchain. A proposito di digital innovation c’è la volontà di promuovere e sostenere le iniziative più interessanti. Per questo è stata lanciata l’anno scorso l’ultima fase di Horizon 2020, intendendo investire circa 6 miliardi di euro su un bilancio complessivo di 30 miliardi per la ricerca e le innovazioni nel settore delle telecomunicazioni. «Uno dei rami su cui si sta lavorando è l’Internet of Things: nell’ultimo bando, molti dei progetti presentati in ambito IoT aveva una componente di blockchain – spiega Dragoni – In diversi casi siamo oltre alla proof of concept: alcuni progetti concreti sono già stati lanciati in verticali di rilievo».

… e con l’Intelligenza Artificiale

A interessare molto è anche la combinazione con l’Intelligenza Artificiale. «In ambito di standardizzazione con ISO sarà lanciato nel 2020 un fondo di 100 milioni di euro di equity investment in blockchain e AI, ragionando sulle modalità con cui la prima può supportare e rendere più affidabile alcune applicazioni dell’Artificial Intelligence d’interesse per il mercato». Si tratta di un progetto pilota perché a seguire verrà avviato il programma EUinvest per cui saranno stanziati circa 2 miliardi di euro su temi legati alla digital transformation.

Sempre a livello comunitario si sta programmando il Digital Europe Program in cui la blockchain è una priorità. Su di essa saranno stanziati circa mezzo miliardo di euro sia sotto forma di prestiti, equity investment e grants affinché si possa attuare uno sviluppo in vari ambiti verticali. E anche in ambito Horizon Europe, ovvero R&D, il peso specifico della “catena di blocchi” sarà significativo.

A margine dell’evento, abbiamo incontrato Massimiliano Dragoni, per approfondire alcuni concetti espressi, che fanno luce sulla interazione virtuosa con Smart City, Internet of Things e Intelligenza Artificiale.

Nel corso della sua relazione ha tratteggiato il ruolo che la blockchain avrà sui comparti energy e trasporti. Quali sono le iniziative più interessanti a livello europeo?

Si stanno creando dei gruppi di lavoro, con le direzioni generali dell’energia e dei trasporti della Commissione europea in cui si sta analizzando il valore che potrebbe avere l’informazione sia nei confronti del cliente sia nella relazione tra fornitore e cliente che sia sicura, in ambito energy, in particolare, si ragiona in termini di consumi, di costi, di una legittimazione dell’impiego di una determinata energia o dell’immissione in rete di energia rinnovabile prodotta con fotovoltaico o eolico dai prosumer. Così si potrebbe contare su una tracciabilità certa di ogni fase. Nei trasporti allo stesso modo si renderebbe possibile e sicuro tracciare tutti passaggi inerenti alla supply chain e identificare rapidamente eventuali problemi o garantire la qualità del prodotto finale.

In generale, con un sistema di tracciatura certo si eviterebbero contenziosi costosi.

Con la progressiva crescita delle realtà urbane la tecnologia può certamente aiutare a trasformare le città in smart city. La blockchain che utilità potrebbe avere?

Indubbiamente ci sarà modo di assistere alla realizzazione di applicazioni interessanti per la digital transformation. Pensiamo, per esempio, alla possibilità di identificare l’accesso ai centri storici o nelle zone a traffico limitato, in generale a migliorare le condizioni del traffico urbano.

Si evidenzia sempre più forte l’interazione tra le tecnologie più innovative. Quale potrebbe essere il legame virtuoso tra queste?

Un esempio: nell’Internet of Things c’è necessità di contare sulla fiducia sul dato che viene inviato, garantendone la correttezza, evitando possibili manipolazioni in corso, e assicurandola nelle transazioni di dati. È un principio valido anche nel caso dell’Intelligenza Artificiale, che può trarre benefici dalla tracciabilità ed autenticità dei dati su cui elaborare attività di machine learning e deep learning. Una delle possibili ripercussioni positive sarebbe anche legata alla salvaguardia della privacy dei cittadini.

Una nota dolente riguarda le attività di R&D: su 3500 brevetti mondiali dedicati alla blockchain la metà sono di aziende cinesi, solo un’esigua minoranza di imprese europee. Cosa è possibile fare a livello UE per migliorare la situazione?

Occorre innanzitutto fornire un quadro legislativo sicuro, coerente; inoltre vanno messi a disposizione fondi per grandi progetti, a livello transnazionale ed europeo e soprattutto portare il peso dell’Europa nell’ambito della standardizzazione e della interoperabilità tra sistemi.

Scritto da
Andrea Ballocchi